Editoriale
 
In attesa del Congresso mondiale...
Spread, recessione, stagnazione, stagflazione,… e poi ancora default, credit crunch…, sono forse le parole di cui abbiamo più sentito parlare negli ultimi anni, un vero e proprio dizionario della crisi...
Maria Luisa Campise, Direttore Press
 

Spread, recessione, stagnazione, stagflazione,… e poi ancora default, credit crunch…, sono forse le parole di cui abbiamo più sentito parlare negli ultimi anni, un vero e proprio dizionario della crisi economica finanziaria che ha investito dal 2008 tutti i Paesi, a ogni latitudine. Una crisi veramente difficile e complessa che, purtroppo, ancora oggi stiamo vivendo. Sebbene, infatti, dalla maggior parte dei Governi non si perda occasione di dire che la recessione è ormai alle spalle, non si può certo dire che l'economia globale sia tornata su un sentiero di sicura crescita e che siamo, quindi, fuori dalla crisi, perché, se guardiamo soprattutto alla situazione del nostro Paese, la disoccupazione è ancora troppo alta e alle imprese, specialmente le più piccole, mancano i mezzi finanziari per investire e le condizioni strutturali necessarie per crescere. In questa situazione il clima di sfiducia e un senso generalizzato di diffuso pessimismo dilagano da ogni parte. Ma è necessario, invece, dimostrarsi reattivi e intraprendenti nell’individuare proposte e soluzioni. I professionisti economico-contabili hanno le capacità per offrire un concreto e fattivo contributo alle criticità evidenziate dalla crisi finanziaria. A novembre Roma ospiterà, nella splendida sede dell’Auditorium Parco della Musica, il World Congress of Accountants, la manifestazione che riunisce oltre 5.000 professionisti provenienti da ogni parte del pianeta. Sarà un momento per un serrato dibattito e concreto confronto sulle problematiche che investono oggi la professione economico contabile, ma soprattutto l’opportunità per dimostrare il nostro status di professione globale al servizio del pubblico interesse. Quali soluzioni e quali proposte? Warren Allen, presidente dell’Ifac, nell’intervista che ospitiamo in questo numero, anticipa alcune proposte. La prima riguarda l’adozione e l’applicazione uniforme dei principi internazionali inerenti tutte le aree del nostro lavoro, quindi principi contabili e di revisione, codici deontologici, principi di formazione. Così come occorre una cooperazione, a livello internazionale, per i sistemi di tassazione per promuovere accordi fiscali solidi ed efficaci. Ma il tema più scottante e urgente, secondo il presidente Ifac, rimane la riforma della gestione finanziaria del settore pubblico. La crisi finanziaria e del debito pubblico hanno mostrato chiaramente l’esigenza, per i Governi di tutto il mondo, di adottare un sistema di reporting finanziario più efficiente e di migliorare la gestione delle risorse del settore pubblico, con l’introduzione della contabilità per competenza economica. L’adozione di sistemi contabili per competenza economica migliora la gestione finanziaria e accresce la trasparenza, contribuendo ad una visione più completa e accurata della posizione finanziaria dell’amministrazione pubblica. Per i professionisti globali, questa è la sfida: fornire idee, soluzioni, strategie. E Roma è lieta di ospitarli.  

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N. 1 - Gennaio 2014
 
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